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BEAUTY NEWS

Raccontare la storia dell'Opera italiana attraverso la squisita fattura dell'Alta Gioielleria. Un progetto ambizioso che è andato in scena grazie a Dolce & Gabbana

Proprio nel week-end della Prima al Teatro alla Scala - in programma il 7 Dicembre con la Tosca di Giacomo Puccini - Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno presentato la loro collezione Alta Moda autunno inverno 2019, presso il Teatro dell'Opera a Milano. Un atto d'amore per l'Opera del Melodramma che ha preso forma grazie a quelle figure iconiche e potenti come Aida, Madama Butterfly o Tosca (appunto!).

L'opera e la moda, e ancor più la gioielleria, hanno molto in comune: la cultura del bello e del ben fatto. Un'estetica imponente e importante che rimane elevata nell'immaginario comune. Non solo, messe in scena hanno la capacità di far sognare, di solleticare il desiderio anche più impalpabile.

E se parliamo di gioielleria, è nei teatri dell'800 che viene scritto uno dei capitoli più importanti nel mondo del preziosi: i maestosi monili, colorati, brillanti e dalle forme esagerate, diventano i co-protagonisti dell'opera, perché non solo adornavano il costume ma avevano l'obiettivo di far riflettere la flebile luce delle candele riposte sul palco. È qui che nasce la magia del prezioso, dello splendore.

Diamanti, smeraldi, zaffiri, ori, ori smaltati hanno dato vita a un sogno prezioso nella collezione di Alta Gioielleria di Dolce & Gabbana, maestosi pezzi presentati nella sale "rosa Tiepolo" di Palazzo Clerici, nota per gli affreschi dell'artista realizzati nel 1740.

Alta Gioielleria Dolce & Gabbana
Alta Gioielleria Dolce & Gabbana
MATTLEVERAlta Gioielleria Dolce & Gabbana
Alta Gioielleria Dolce & Gabbana
MATTLEVERAlta Gioielleria Dolce & Gabbana
Alta Gioielleria Dolce & Gabbana
MATTLEVERAlta Gioielleria Dolce & Gabbana
Alta Gioielleria Dolce & Gabbana
MATTLEVER


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Emozionante come un'opera classica, la nuova collezione Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019 è andata in scena al Teatro dell'Opera a Milano.

Una collezione ispirata dai personaggi femminili più celebri della lirica e della drammaturgia, come Tosca, Aida o Madama Butterfly. Creazioni uniche dal fascino teatrale, quelle che hanno sfilato sulla passerella allestita al centro della platea del famoso teatro di Milano.

Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019
Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019
Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019
Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019

Una collezione che ha esaltato gli inconfondibili codici stilistici Dolce & Gabbana, come i ricchissimi broccati metallici, il sacro e il profano, i look realizzati con pizzi delicatissimi e macramè tridimensionali, con accessori, gioielli e copricapi oltremodo scenografici.

Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019
Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019
Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019
Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019

«Amiamo da sempre l’Opera e le sue eroine», hanno commentato Domenico Dolce e Stefano Gabbana. «Ci incantano ogni volta che si muovono sul palcoscenico, perché rappresentano un sogno senza tempo, dove i sentimenti trionfano sempre.»

Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019
Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019

La nuova collezione Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2019 è proprio questo, essere protagoniste di un'opera unica.



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C’è chi aggiunge panna, cannella o addirittura la riempie di marshmallows, le soffici caramelle americane. Che la preferiate speziata o persino piccante (alcuni amano la versione al peperoncino) rimane il fatto che, più si avvicina il periodo delle feste e la temperatura scende in picchiata, più la voglia di gustare una tazza di cioccolata calda aumenta. Latte, cacao e zucchero: la ricetta originale la vuole così. Ognuno, però, ha il proprio ingrediente segreto per renderla densa al punto giusto. Se avete voglia di sperimentare a casa questo comfort food semplice e veloce da preparare, il magazine dedicato al food La Cucina Italiana ha i suggerimenti perfetti per voi.

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zero waste shopping

È anche grazie a personalità come la giovanissima Greta Thunberg che la salvaguardia dell’ambiente ha finalmente ottenuto l’attenzione che merita nell’agenda politica globale. Le proteste degli studenti e l’attenzione mediatica rivolta agli appelli di star come Leonardo DiCaprio, che da tempo si batte per il clima, hanno fatto il resto. Finalmente si parla di clima e di come possiamo dare una mano, nel nostro piccolo, ad una causa che dovrebbe stare a cuore davvero a tutti. La buona notizia è che possiamo davvero fare la differenza perché il cambiamento è innescato proprio dalla somma dei piccoli gesti che riusciamo a compiere ogni giorno. Inoltre non sottovalutate l’impatto che le nostre scelte da consumatori hanno sulle aziende: la rivoluzione green passa anche da qui. Dalla conservazione del cibo in una speciale carta riutilizzabile passando per le shopping bag in cotone, ecco qualche idea per  rendere più ecocompatibili alcuni aspetti della nostra quotidianità.

La borraccia in alluminio L’Italia è il primo paese in Europa e il secondo al mondo (dopo il Messico) per maggior consumo di acqua in bottiglia con 14 miliardi di litri d’acqua imbottigliata all’anno e un consumo pro-capite di circa 206 litri annui, come riporta Legambiente. Perché non iniziare a portare con sé un pratico termos in metallo, invece? Finita la bevanda, invece di gettarlo nel cestino basta riempirlo nuovamente. Puntate su una versione termica per avere acqua fredda anche in estate.

Shopping in tessuto Probabile che a casa ne abbiate già parecchie. Se così non fosse, vi basterà acquistarne una in cotone resistente da tenere sempre a portata di mano. Potrete utilizzarla per fare la spesa oppure al posto della shopping in carta quando fate acquisti di ogni genere.

Dischetti struccanti in bamboo Se ne parla già da un po': al posto di quelli in cotone usa e getta perché non optare per la versione lavabile? Basterà acquistarne una o più confezioni per averne sempre una scorta a portata di mano.

Posate e contenitori riutilizzabili per il pranzo Per trasportare in ufficio il pranzo preparato a casa, eliminate qualsiasi contenitore monouso e puntate su lunch box e posate in acciaio o legno.

Shampoo solido Compatto, facile da trasportare (anche in aereo) ed ecologico. Sembra una saponetta, ma è formulato apposta per essere utilizzato sui capelli. Dopo l’uso basta riporlo nell’apposita custodia in alluminio. Sostenibile nella formula e plastic free, è la soluzione più all’avanguardia se avete deciso di boicottare qualsiasi forma di contenitore in plastica.

Le cannucce in metallo Ormai la moda del bubble tea impazza. Il lato negativo è che si finisce per utilizzare un’infinità di cannucce in plastica che vengono irrimediabilmente gettate nel primo cestino dei rifiuti che si trova lungo la strada. L’alternativa green esiste ed è in acciaio, venduta con l’apposito scovolino che si utilizza per pulirne l’interno.

La carta per alimenti alla cera d’api Forse l’avrete già vista, è realizzata in un materiale speciale fatto apposta per la conservazione dei cibi, perfetto per sostituire la comune pellicola in cellophane. Una volta che il cibo che ci ha aiutato a conservare è finito, basterà lavarla per poterla poi riutilizzare subito dopo.

Abiti second hand o realizzati con materiali di recupero Il fast fashion ha reso la moda più democratica ma ha anche innescato un circolo vizioso ormai insostenibile. Se amate la moda, non temete: non significa che dovete dimenticarvi di fare shopping. Esistono in fatti molti brand che hanno fatto dell’utilizzo di tessuti e materiali riciclati il proprio punto di forza. Il vintage, inoltre, è una grande risorsa. Non solo potrete dare nuova vita a capi che altri hanno scartato ma vi permetteranno di avere un outfit one of a kind.

Detersivi La formula dei detergenti per la casa che normalmente acquistiamo al supermercato è stata spesso al centro di critiche e preoccupazioni dato non è obbligatorio elencarne gli ingredienti. Perché, quindi, non passare a prodotti con un inci biodegradabile e privo di sostanze chimiche aggressive? Oppure ricorrere ai rimedi della nonna, come utilizzare aceto, bicarbonato e limone per igienizzare pavimenti e superfici. Economico e green.

Filtri per il te biodegradabili Se siete fan del rituale british per eccellenza occhio che la bustina nella quale sono contenute le preziose foglioline sia in cotone non sbiancato chimicamente. Preferite il caffè americano? Allora controllate che le cialde siano riciclabili nel sacchetto dell’umido.

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Quando Kim Jones ha annunciato di voler presentare la pre-collezione autunno 2020 di Dior Men alla vigilia dell’Art Basel Miami, non è stata necessaria la sfera di cristallo per prevedere che si sarebbe tenuta in un museo. E non un museo qualunque; Jones, appassionato d’arte, è andato alla ricerca dei collezionisti più esigenti della East Coast. L’intento – rendere omaggio a Monsieur Dior che iniziò la sua carriera come gallerista – funge altresì da battesimo alla nuova dimora della collezione dei Rubell, il Museo Rubell. Quando ci incontriamo, Jones fa una pausa dalle prove mentre aspetta l’arrivo dei modelli, per un tour privato del museo con la cofondatrice Mera Rubell. “Sono venuto a vederlo prima che fosse finito e Mera mi disse che avrebbero appeso un’opera con cui sia adulti che bambini potranno interagire,” afferma Jones. “Lo sapevo che si sarebbe trattato di un Keith Haring. È stato davvero importante trovarmi di fronte uno dei suoi cuori durante la Giornata Mondiale contro l’AIDS."

Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Julien Boudet

Nell’arco di cinque decenni, Mera e suo marito Don Rubell hanno accumulato una collezione di oltre 7200 opere d’arte contemporanea di artisti del calibro di Jean-Michel Basquiat, Cindy Sherman, Yayoi Kusama e Kara Walker. Il segreto della loro collezione raffinata? Un’attitudine a identificare gli astri nascenti; hanno iniziato a investire nelle opere di Jeff Koons e Richard Prince già nel 1979 – molto prima che entrassero a far parte del gruppo degli artisti viventi più costosi. Molto simile al talento di Jones, e di Christian Dior prima di lui, o di fatto di qualsiasi grande stilista con l’abilità di prevedere cosa vogliamo prima di rendercene conto. In questo caso, quello che vorremo ad aprile 2020 quando la pre-collezione autunnale arriverà nei negozi.

Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Julien Boudet

Cosa dobbiamo aspettarci dalla pre-collezione Dior Men?

“Gira sempre tutto intorno ai tre capisaldi di Dior: eleganza, couture e arte sartoriale,” afferma Jones riguardo ai design della collezione, eredità duratura di Monsieur Dior della rivoluzione post-bellica. “Ci sono molti tessuti per abiti e tecniche di alta sartoria, ma impostati sugli sport americani e l’abbigliamento surfer, giacché il set è Miami.” Sin dal principio, la Maison parigina ha mantenuto una forte connessione con l’America. Uno degli aneddoti preferiti da Jones sul mondo della moda è che Monsieur Dior aveva sempre un addetto stampa americano: “È stato un fattore che ha inciso molto sulla notorietà del marchio a livello mondiale.”

Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Julien Boudet

Negli anni ’50 e ’60, Monsieur Dior realizzò abiti che vennero indossati da modelle protagoniste di pubblicità per la Cadillac – l’archetipo dell’americana. Questi, a loro volta, ispirarono John Galliano per la sua collezione 2001 di borse Cadillac, che sono state rimodernate e restaurate per la pre-collezione autunnale. Successivamente, durante la sua permanenza come direttore artistico in seguito alla morte di Monsieur Dior, Yves Saint Laurent chiamò la sua collezione del 1963 ‘Floride’, impregnando l’estetica della Maison dell’essenza del sunshine state – cappelli da pescatore, canotte, eccetera. Per la collezione, Milliner Stephen Jones ha rivisitato i cappelli, nonché i classici baschi con stampe ibisco, impreziosendoli di fiori rigogliosi e dettagli in perline, per cui sono state impiegate 150 ore di lavoro.

Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Julien Boudet

"L’accostamento di colori tutti-frutti”, che permea la collezione, s’ispira all’architettura art déco di Miami," aggiunge Jones, indicando un abito in cashmere color turchese come il suo look preferito della collezione. Le camicie, da indossare una su l’altra, sono realizzate da seta marmorizzata giapponese; le cravatte rivisitano il logo Dior in stile graffiti, mentre i maglioni da cricket completano i pantaloni in pelle di serpente; i piumini in seta e le giacche con i bottoni cuciti a mano rievocano le giacche Bar.

Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Julien Boudet

“Ci sono tre stilisti americani che hanno fatto parte della mia vita sin da piccolo,” spiega Jones. Ralph Lauren (ha costruito uno stile di vita che va oltre l’immaginario e a cui tutti aspirano), Marc Jacobs (è stato determinante per la mia carriera, perché mi ha portato da Louis Vuitton) e Shawn Stussy, un artista che ha creato uno stile grafico iconico. Shawn realizzava campagne pubblicitarie meravigliose, in cui prendeva un’immagine della Venere di Milo e ci disegnava sopra. Ha creato una comunità sul lavoro. La prima cosa su cui ha messo la sua firma fu una tavola da surf; 40 anni dopo siamo qui a metterla su Christian Dior."

Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Julien Boudet

Qual è il segreto per la perfetta collaborazione secondo Kim Jones?

Kaws, Daniel Arsham, Hajime Sorayama... Jones ha realizzato alcune delle collaborazioni tra stilisti e artisti più memorabili. Qual è il fil rouge che lega queste partnership? “Hanno tutti fiducia nel loro modo di disegnare, è così che scelgo con chi lavorare,” replica lo stilista. Per la pre-collezione autunnale, Stussy ha realizzato numerose opere d’arte originali utilizzate nelle stampe degli abiti e degli accessori. “Mi sorprendo del fatto che ci sono così tante persone al mondo a conoscere le mie opere e a collezionarle,” ammette Stussy. “Kim e il suo team hanno esplorato questa cultura. L’intero processo è stato davvero collaborativo. Ad esempio, le stampe che ho disegnato erano inizialmente in bianco e nero, poi Dior ha aggiunto il colore e le tecniche couture come le rifiniture in perle.”

Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Julien Boudet

L’arte si è fatta notare anche sul set – i soffitti a volta ricordano la cresta di un’onda – mentre la colonna sonora degli Skunk Anansie, che si è evoluta in un medley di diversi generi, dall’elettronica alla house fino alla disco, riflettono la grafica vivace. “Shawn vive tra le Hawaii e il sud della Francia,” spiega Jones. “È uno spirito libero e lo ammiro molto per questo. Ogni singola persona con cui collaboriamo ci lascia qualcosa e noi lasciamo loro qualcosa – è uno scambio che permette alle persone di pensare in modi differenti.”

Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Dior Men Pre-Fall '20 Miami
Julien Boudet

Tuttavia, Stussy non è stata l’unica collaborazione della stagione. Jones, che ha un contratto a lungo termine con la Nike, ha cooperato con Jordan per creare una versione esclusiva delle Air Jordan 1, una partnership che ha impiegato un anno e mezzo a concretizzarsi. La scarpa è stata realizzata in spessa pelle italiana nel distintivo grigio Dior, il modello è stato alterato per renderlo più tridimensionale ed enfatizzare i bordi colorati – una tecnica utilizzata per le borse Dior assieme a quella oblique, impiegata per lo Swoosh. Anche gli aghetti sono stati goffrati del logo Dior e del Jumpman Nike. “Sono uno snob riguardo queste cose,” confessa Jones. “Non mi interessa la provenienza delle persone, quale sia il loro background, voglio lavorare solo con i migliori. È molto importante.”



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Melania Trump è sempre un'interessante fonte di ispirazione per la moda, soprattutto sotto Natale. No, non lo diciamo in modo ironico alludendo alle decorazioni natalizie della Casa Bianca... La First Lady ha dimostrato di avere un fiuto fashion infallibile scegliendo un cappotto con un twist (da segnalare anche la cappa di Valentino)... Avevamo già notato che questo inverno le tendenze cappotti sembravo prediligere le stampe rétro e adesso ne abbiamo la conferma.

Perché dopo aver sposato il trend del pied-de-poule, Melania ha ribadito la sua passione per questo motivo, ma in modo ancora più radicale, per presenziare accanto al marito Donald Trump all'accensione dell'albero di Natale nei giardini della Casa Bianca. La sua scelta: rosso e bianco, con quadri dalle linee tratteggiate (al posto dell'abituale bianco e nero). Si tratta di un modello di Gabriela Hearst con doppia abbottonatura, annodato in vita e con un richiamo al taglio trench.

Melania Trump y Donald Trump abrigo rojoGetty Images

La First Lady così conferma che il cappotto più cool di stagione non solo non deve essere nero, azzurro o marrone, ma nemmeno deve essere raso. I soprabiti stampati con colori un po' fuori dallo spettro basico, su cui hanno scommesso altre anticipatrici di tendenze come Kate Middleton, Sarah Jessica Parker e Jennifer Lopez.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato qui



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Enrico David e Francesco Arena, due tra gli artisti più promettenti del momento, sono pronti ad arricchire con le loro opere nella sede di Piazza Sant’Alessandro di Banca Generali. Gli artisti, selezionati da Vincenzo De Bellis (Direttore associato del Walker Art Museum di Minneapolis, USA), saranno protagonisti del progetto BG Art Talent, il progetto che si propone di valorizzare la creatività italiana nelle sue varie espressioni artistiche, con particolare attenzione alle proposte più innovative tra gli artisti contemporanei.

"BG Art Talent è il progetto sviluppato con Banca Generali che mira a supportare la giovane arte italiana attraverso l’acquisizione di opere. Per questa seconda edizione, ci siamo concentrati su due artisti che hanno nel loro DNA il continuo ripensamento dei limiti di mezzi tradizionali come la pittura e la scultura" ha detto Vincenzo De Bellis, che aggiunge "Enrico David e Francesco Arena rappresentano due esempi di artisti italiani che mantengono un forte legame con la tradizione del nostro Paese ma sono in aperto dialogo con tutto il mondo e sono per questo ormai stabilmente presenti nel panorama artistico internazionale”.

Le opere esposte, il dipinto Untitled di Enrico David e Quadrato lucido con prima asserzione di Wittgenstein, coppia di frutti e persone occasionali di Francesco Arena, saranno visitabili gratuitamente ogni giorno feriale, dalle 10:00 alle 18.00.



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Dopo New York, Londra e Tokyo, il colosso americano delle scarpe ha appena ainaugurato uno spazio da 450 metri quadri nella più iconica via dello shopping della capitale. È infatti in Via del Corso, angolo Via della Frezza, che sorge lo spazio che ospita la vasta collezione di calzature del brand, pensata per uomo, donna e bambino.

«I nostri store sono il miglior modo con cui possiamo far scoprire ai consumatori l’ampio assortimento Skechers nel settore delle calzature lifestyle e performance per tutta la famiglia; questa location di prestigio non farà altro che migliorare ulteriormente la nostra customer experience» afferma Michael Greenberg, Presidente del marchio. Che aggiunge «ci aspettiamo che, grazie all’incredibile passaggio di persone che caratterizza questa High Street romana, il nuovo store diventi presto un fiore all’occhiello, invitando i consumatori a provare in prima persona il comfort e lo stile che ci caratterizza».

Ma non finisce qui, perché Skechers, che ha già partecipato alle kermesse milanesi dedicate a moda e design, è anche sponsor ufficiale di XFactor 2019: avrete probabilmente notato le sue coloratissime creazioni ai piedi della presentatrice di XFactor Daily. Segnatevi la data del 7 Dicembre, perché sarà proprio Luna Melis ad accogliere i fan e tutti gli shoe lovers nello store di Via Del Corso 480 per un divertente meet and greet, all’insegna di moda e musica.

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Lil-JolieDa quando la musica prodotta in Italia è tornata prepotentemente in testa alle classifiche nazionali – e delle playlist personali delle nuove generazioni – è un susseguirsi di giovani talenti venuti allo scoperto. Scovati al Sud, al Nord, nelle periferie delle metropoli, nella provincia meno conosciuta d’Italia. Talenti cresciuti a pane e musica, quella ereditata dai genitori e quella vissuta oggi, in tempo reale. Quella musica che riempie l’anima e le giornate, culla le emozioni e affievolisce i malumori, salva dai precipizi della vita, conforta, fa riflettere.

Una voce nuova fra gli artisti emergenti del panorama pop italiano è quella di Angela Ciancio, in arte Lil Jolie: 19 anni, cresciuta in provincia di Caserta, questa giovane artista dallo sguardo ceruleo e il carattere determinato ha appena pubblicato per Warner Music FARSI MALE, il suo nuovo singolo digitale, disponibile su Spotify e con un video che offre anche uno spaccato di vita delle nuove generazioni di adolescenti. «Farsi Male è un testo nato da una relazione finita», racconta l’autrice. «Ho voluto raccontare il mio stato d’animo; mi mancava non la persona, ma le sensazioni che provavo. In generale, l’amore è un tema sempre dominante nelle mie canzoni, così come tutte le emozioni forti».

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Cresciuta come bambina ribelle, che infrange le regole e inizia a studiare chitarra solo per opporsi alla routine, nel 2018 Lil Jolie si è affermata su Sound Cloud, dove ha iniziato a crearsi un seguito con canzoni come Sangue ai Polsi, Addio, Liberi, e dove ha ricevuto apprezzamenti anche da artisti e addetti ai lavori. «La mia prima chitarra l’ho avuta a 5 anni e fu un regalo di mio nonno», racconta. «A 7 anni guardavo i tutorial di chitarra su YouTube, mentre a 12 anni suonavo già la chitarra elettrica. Ricordo poi le prime esperienze musicali: insieme ad alcuni amici formammo una cover band, suonavamo pezzi cult dei Pink Floyd e dei Guns’n’Roses». Proprio il rock, nelle sue sfumature più indie, è uno dei generi che ha influenzato il background della giovane artista campana, sebbene lei si consideri il frutto di influenze sonore molto differenti fra loro, che includono anche l’r’n’b, il rap e la trap. «Non saprei definire il mio genere, credo che sia il frutto di un mix di stili recepiti e rielaborati», spiega.

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Forse è proprio per questo suo talento nel metabolizzare e riprodurre in chiave contemporanea generi molto diversi fra loro che è stata notata dal produttore Miguel Parres Navarro e che, grazie anche al supporto di Close Listen (produttore dei Tauro Boys), Zollo e Vipra, è riuscita a trovare la sintonia perfetta per dar vita ai suoi nuovi pezzi. «La musica mi ha aiutata e mi sta aiutando anche adesso. È stata il mio rifugio quando agli inizi dell’adolescenza mi sentivo, anzi, mi facevano sentire “la diversa della classe” perché portavo il piercing al setto nasale, i tatuaggi e anche per certe idee politiche che non fatico a esprimere. Penso che il mio “essere ribelle”, anche da un punto di vista estetico, fosse determinato dal fatto di vivere in provincia, luoghi dove domina ancora una mentalità chiusa, dove si fa presto a criticare per un look o un’idea “diversa”. Quando ho iniziato a spostarmi, a frequentare Napoli, ho trovato una realtà nuova, contemporanea, di ampio respiro: potevo finalmente essere me stessa ed esprimermi a tutto tondo, senza essere criticata».

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È con l’apertura partenopea che il sogno di Angela di affermarsi come musicista ha potuto prendere forma. «Eppure, non mi ritengo soddisfatta», sottolinea. «È vero, il mio sogno era quello di crescere musicalmente e ci sono riuscita. Ma l’obiettivo è fare sempre di meglio», precisa.

Per tanti giovani musicisti di talento che vivono in provincia e sono ancora sconosciuti ai più, Lil Jolie ha un consiglio: «Credete sempre nei vostri sogni e metteteci impegno, costanza, passione. Il segreto per farsi notare è semplicemente uno: trovare il proprio stile personale, fare qualcosa che si differenzi dalla massa».

Progetti futuri, Lil Jolie? «Ho un mio team e sto già lavorando a nuovi singoli». Stay tuned!

 

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I maglioni invernali di tendenza della moda uomo 2019

Fra gli over 30, il trend del momento è quello di passare le serate invernali a casa, tra amici, in totale relax davanti a un bel film o sorseggiando con un bicchiere di vino. Se poi pensiamo alle vacanze di fine anno, l'immagine di un divano davanti al camino acceso, magari all'interno di una baita in montagna, è il quadro perfetto per presentarvi la nostra selezione di maglioni invernali da uomo, partendo proprio dal classico intramontabile maglione bianco.

Dolce & Gabbana (visto su farfetch.com)
Dolce & Gabbana (visto su farfetch.com)
Isabel Marant (visto su farfetch.com)
Isabel Marant (visto su farfetch.com)

Un capo essenziale che tutti dovrebbero avere nel proprio guardaroba: il maglione da montagna, candido, confortevole, elegantissimo, ci farà compagnia per tutto l'inverno, indossato sotto il blazer o stratificato per i freddi più intensi. Possiamo optare per un evergreen in total white, come il dolcevita a trecce Dolce&Gabbana, o il modello con sciarpa incorporata firmato JW Anderson.

Brunello Cucinelli (visto su farfetch.com)
Brunello Cucinelli (visto su farfetch.com)
JW Anderson (visto su farfetch.com)
JW Anderson (visto su farfetch.com)

Una variante più modaiola, vuole disegni optical ispirate dai tradizionali maglioni norvegesi nei pullover da baita proposti da Isabel Marant e Prada, da abbinare rigorosamente con un pantalone di velluto a coste e con il dolcevita sotto in contrasto.

Prada (visto su farfetch.com)
Prada (visto su farfetch.com)
Isabel Marant (visto su mrporter.com)
Isabel Marant (visto su mrporter.com)
Dries Van Noten (visto su mrporter.com)
Dries Van Noten (visto su mrporter.com)
Sacai (visto su farfetch.com)
Sacai (visto su farfetch.com)

Per i più esuberanti: i pullover fantasia con motivi jacquard, come quelli super funny di Jacquemus e Sunnei, dove i delicati disegni di ispirazione naturale evocano ricordi fanciulleschi. Oppure geometrici, come quelli delle collezioni uomo Kenzo e Missoni con colori pop e lavorazioni dalle macro texture.

Jacquemus (visto su farfetch.com)
Jacquemus (visto su farfetch.com)
Sunnei (visto su farfetch.com)
Sunnei (visto su farfetch.com)
Missoni (visto su farfetch.com)
Missoni (visto su farfetch.com)
Kenzo (visto su luisaviaroma.com)
Kenzo (visto su luisaviaroma.com)
Amiri (visto su mrporter.com)
Amiri (visto su mrporter.com)

Immagine di copertina: L'Uomo Vogue dicembre 2016



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Lady Diana trascende la terminologia da immaginario collettivo – che da sempre l’ha targettizzata come ‘icona’ – per diventare un’entità di stile assoluto, un riferimento quasi spontaneo ogni qual volta ci si dimena fra un’eleganza e l’altra. Dall'aplomb affascinante, studiato in ogni aspetto della sua naturalezza, è stata omaggiata dai grandi creatori di moda che vedono in lei l’immagine della donna da vestire.

Diana In PerthPrincess Diana ArchiveCourtesy Zara
Courtesy Zara

Ultimo fra i tributi a Lady D. è un abito midi firmato Zara, calco di un look rosa geranio creato da Donald Campbell e sfoggiato dalla Principessa del Galles durante una visita a Roma e in un viaggio in Australia nel 1983. Con citazioni di bianco nei pois del vestito e nelle décolleté, Lady Diana ispira il capo di Zara, in un fucsia luminoso arricchito da micro polka dots neri, da allacciare delicatamente in vita. In un’ode perpetua alla principessa triste e alla sua capacità di trasformare l’abbigliamento a specchio del suo essere, Zara propone un abito femminile e vivace, una rappresentazione della leggerezza velata da qualche punto di oscurità – come spesso è la moda, come lo era Lady Diana.

Diana In PerthPrincess Diana ArchiveCourtesy Zara
Courtesy Zara


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